I GIULLARI (Giugno 2005)
Intervista di Luca Campostrini

Alberto Presutti, il poeta su commissione

Nel panorama della poesia contemporanea, esiste ormai da tempo un personaggio che merita di essere conosciuto e apprezzato per le sue capacità del tutto peculiari.
E' il fiorentino Alberto Presutti, specializzato in poesie su commissione. In pratica, egli è in grado di comporre versi per ogni occasione, si fa "strumento" di comunicazione poetica al servizio di chiunque voglia esprimere ad altri la propria interiorità, ma si ritiene sprovvisto delle qualità per farlo. L'attività di Presutti si estrinseca davvero in moltissimi aspetti, fra cui l’intrattenimento poetico in locali pubblici, ma con le sue opere si festeggiano e celebrano anche anniversari, compleanni, nascite e matrimoni.

Ma come iniziò la carriera di Presutti?
"Sin da ragazzo ho avuto estrema facilità nell'uso della parola come elemento creativo e deduttivo - ci racconta il poeta - un dono che ho coltivato, insieme con la passione per la poesia. Poi ai tempi dell'università mi sono distinto come una sorta di Cyrano de Bergerac tra i colleghi di facoltà scrivendo dediche e biglietti da donare e loro, lì, a far bella figura e conquistar cuori".

Come giunse a fare di queste doti di improvvisazione poetica un’attività nel campo dell'intrattenimento?
"Nel 1998 partecipai come poeta ad una festa di piazza a Firenze, dilettandomi a comporre versi estemporanei ai tanti partecipanti, e mi scoprii capace di "leggere" poeticamente l'animo delle persone, con dei ritratti in "versi" che stupivano per precisione e rispondenza, tanto che forte sentii una spinta a dare una svolta alla mia vita, e decisi così di inventarmi una professione che fosse davvero consona alle mie corde interiori".

Ma non fu facile all'inizio…
"E' vero, tra l'altro mi muovevo tra lo scetticismo di parenti e amici, nessuno disposto a darmi un incoraggiamento, un aiuto, solo buoni a prospettarmi un elenco di ostacoli che avrei dovuto incontrare andando a fare l'artista. Ma io credevo davvero in me stesso! E' la follia dell'Arte il vero motore del successo!".

Una parte della notorietà, in un primo tempo, fu dovuta anche al tipo di abbigliamento, così originale e dandy, è vero?
"Forse sì, la mia predilezione di annodarmi al collo estrosi papillon, mi ha caratterizzato come il "poeta del fiocco".

Mise poi in Rete un sito internet, poetando.it, un vero "unicum" nel suo genere. Come le venne in mente?
"Alla fine del 1999, stante il positivo riscontro sul pubblico e la crescente richiesta di contratti, decisi che la cosa migliore da fare sarebbe stata "aprire" un sito internet, per allargare al massimo la possibilità di essere conosciuto e trovare poi un contatto diretto con tutti coloro che, interessati all'utilizzo della poesia estemporanea, potessero richiedermi un'opera personalizzata e su misura".

Oltre che in tante trasmissioni radiofoniche e televisive in ambito regionale, è stato anche ospite di "Domenica In", che ricordo ha?
"Già nel 2001 ero stato intervistato dalla troupe di "mediamente", ma il vero ed emozionante incontro con la televisione nazionale lo ebbi nel 2002, quando partecipai a "Dom&nika In" - allora si chiamava così - condotta da Carlo Conti. Dovevo comporre sul momento poesie richiestemi dal pubblico, e per ben mezz'ora fui messo alla prova dai presenti in sala. Pensi che una signora per mettermi in difficoltà mi chiese dei versi sulla patata! Le realizzai così una poesia sullo… spirito delle patate! E quanto piacque, ci fu un applauso…! Certo, allora capii appieno come il mio dono poetico fosse quasi un alchemico laboratorio di versi istantanei".

Nelle sue serate il pubblico come l'accoglie? In fondo non si è abituati a un poeta che gira in un locale, in una serata di gala…
"A volte vi è una certa diffidenza iniziale, chiamiamola stupore, ma poi il ghiaccio si rompe e in special modo il pubblico femminile gradisce moltissimo le mie dediche, i miei ritratti in versi, le mie poesie del genere "che tipo di donna sono". Gli uomini restano un po' freddini, ma poi si lasciano coinvolgere, anche solo per sfida".

Ha finora scritto tre libri, ce ne vuol parlare?
"Il primo, Non scrivo più poesie, me le chiedono, raccolta di poesie estemporanee, me lo sono autoeditato, con molto coraggio nel 1999, ma già l'anno dopo con la Chegai pubblicai AbbuffArt, pamphlet in versi dedicato alla fine gastronomica dell'arte contemporanea. Il mio ultimo libro, Dell'odiato amore - Libroitaliano Editore - dedicato al potere perturbante dell'amore, ha avuto tantissimo successo, tanto da vincere il Premio Internazionale "Nuove Lettere".

Lei ha ideato un Corso di Poesioterapia: in cosa consiste?
"E' una "cura" di benessere per lo spirito. La Poesioterapia si può definire come un viaggio nell'interiorità dell'individuo, alla scoperta dell'uso di un linguaggio capace di comunicare emozioni e sentimenti. Scopo finale è arrivare ad aprire un canale di comunicazione attraverso parole non più familiari allo spirito e al cuore, rielaborando in chiave poetica il vissuto di ogni partecipante, che può così esprimersi, liberarsi da lacci interiori attraverso un processo cosiddetto di stanziamento".

Infine, cos'è per lei la poesia?
"E' ciò che manca nella vita quotidiana"

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