ABBUFFART
La grande abbuffata dell'Arte
2000 - Pietro Chegai Editore
Pagine 29

Finalista e quinto classificato alla IV edizione (Novembre 2000) del Premio Nazionale Letterario "BANCAROTTA", riservato alla letteratura umoristica.

"AbbuffArt è un elogio dell'ironia e una denuncia colta nei confronti di un aspetto decisamente "particolare" delle manifestazioni artistiche, cioè l'inscindibile rapporto tra cibo e inaugurazione! Quanti di noi hanno assistito ai frenetici assalti a un indifeso buffet. Con un abilità dettata da un talento non comune, Presutti diventa un "domatore" di frasi e parole che plasma, "colora", trasforma, trafiggendo a suon di rime le inconsapevoli vittime.
Un piccolo gioiello ricco di vere e rare perle di saggezza."

dalla Prefazione di Chiaramarina Caméra


intervento per la presentazione del libro AbbuffArt

di Maurizio Vanni, direttore di "SEGNI d'ARTE"

Alberto Presutti: il potere dell'ironia

Ho incontrato Alberto Presutti, la prima volta, circa due anni fa: presentavo una monografia e non potei non notare una figura discreta che, defilata, prendeva appunti durante il mio intervento.
Una volta concluso anche il piccolo dibattito, Alberto mi domandò se avessi voluto leggere le sue riflessioni messe in poesia.
Strabiliante, in tre versi e con pochissimi aggettivi colse mirabilmente, in modo acuto, profondo e ironico, il senso delle mie parole legate alle opere esposte.
Potere dell'ironia, alla quale potremmo attribuire un valore di alta civiltà intellettuale.
L'ironia di uno scrittore o di un poeta potrebbe essere la prova migliore di una raffinata educazione dello spirito, attraverso importanti scelte culturali e umane, dedotte dalla difficile arte del vivere.
Presutti arriva all'ironia sperimentando la vanità delle passioni umane, delle ambizioni, dei sentimenti guardando in modo puro e incontaminato alla storia dell'uomo e alla sua interazione con il mondo.
Per Presutti l'ironia non è un dono, ma una conquista: una micidiale arma che distrugge i luoghi comuni, che annulla la retorica degli atteggiamenti e del lessico di una società che stenta ad accettare l'arte virtuale, vivendo in un preoccupante fermo biologico e immoto generazionale.
L'ironia diventa così la pietra di paragone della vera intelligenza: una particolare inclinazione a cogliere il ridicolo scaturito dalle situazioni solenni, dalle infinite contraddizioni del comportamento umano.
Presutti con il suo occhio vigile e la sua espressione artistica ci sta accompagnando verso quel "Nuovo Rinascimento" che sarà caratterizzato da una sana e ironica autocritica, che permetta di non dimenticare ciò che abbiamo vissuto, facendo del passato un importante medium, che attraverso il presente, ci accompagni alla conquista del futuro.



Prefazione di Chiaramarina Caméra

Elogio dell'ironia, sagace ritratto di una realtà che ci vede talvolta protagonisti e talvolta spettatori, l'opera dei poeta Alberto Presutti rispecchia in pieno una vecchia e famosa massima che dice che "le parole feriscon più della spada" trasformando abili versi in dardi appuntiti che con mirabolante precisione colpiscono il loro difficile bersaglio.
Con un'abilità dettata da un talento non comune, Presutti diventa un "domatore" di frasi e parole, che plasma, "colora", trasforma, creando un vero e proprio specchio sociale in cui egli, novello Cyrano, trafigge a suon di rime le inconsapevoli vittime.
"AbbuffArt diventa così un'opera dal sapore agrodolce (tanto per rimanere in tema) in cui l'ingrediente ironia fa da padrone: un'ironia sottile e penetrante, dosata con magistrale competenza, realizzando un'opera dai connotati di originalità e fantasia.
Alberto Presutti ha sempre dimostrato una straordinaria capacità nell'interpretare i più svariati avvenimenti legati all'arte, attraverso l'elaborazione di un linguaggio poetico semplice, ma allo stesso tempo raffinato, che riesce sempre a cogliere l'essenza delle situazioni alle quali partecipa.
Ed è proprio con questo atteggiamento che il poeta propone una denuncia colta nei confronti di un aspetto decisamente "particolare" delle manifestazioni artistiche, e cioè l'inscindibile rapporto tra cibo e inaugurazione!
Quanti di noi hanno assistito a frenetici assalti all'indifeso buffet, quante mani affannate pronte ad assicurarsi qualche "avvizzito" tramezzino, occhi e bocche intenti solo alla contemplazione di cibi più o meno prelibati.
E così l'elemento tanto osannato da pittori, poeti e artisti in genere, diventa ora la spada di Damocle, che finalmente cessa di pendere e cade decisa colpendo in pieno la propria vittima.
L'autore così utilizza il mezzo poetico con il preciso fine di ridicolizzare atteggiamenti umani che ricordano quelli dei personaggi di Balzac, che sembrano essere mossi da intenti nobili ed elevati, ma che si tradiscono nella manifestazione della loro grettezza.
In questo modo le poesie di Alberto Presutti manifestano la capacità di cogliere il vero attimo saliente (oltre che fuggente) dei singoli accadimenti, un vero e proprio CARPE DIEM, di incisiva e pungente ironia.
Un piccolo gioiello ricco di vere e rare (considerando i tempi odierni) perle di saggezza.



L'APOSTROFO
(Febbraio/Marzo 2000)
recensione di Simona Maionchi

La grande abbuffata, ma solo ad invito!
AbbuffArt silloge poetico-gastronomica di A. Presutti

L'arte si consuma a tavola
tavolozza di colori imbandita,
promozione culinaria dell'artista
che s'ingrembiula da cuoco
e primeggia valendosi del menù
pietra o scandalo
di paragone.

Abbuffarsi fin già dalla copertina, nell'illustrazione di surreale umorismo di Giacomo Napoli (i cui disegni affiancano le poesie nel libro).
Mani voraci che tentano di agguantare bigné e dita che appinzano rapide un pasticcino: "arte venduta e deglutita / con la noncuranza di un bigné".
Ma, qui, la nota inquietante, è che la presa affonda oltre la cornice d'un quadro.
Evidentemente le nature morta più navigate, le classiche "frutta con bottiglia" o "vaso di fiori alla finestra" non avevano allettato sufficientemente i visitatori di gallerie e musei, o almeno non tanto da far loro azzardare il "trafugamento non già della tela ma proprio dell'oggetto dipinto.
Si può dire che in questo strano caso chi guarda diventa, nel suo senso massimo, vero fruitore dell'opera in quanto non si accontenta solo di guardarla!
Ma i versi di Presutti estendono l'idea del "gusto artistico" degli spettatori anche a qualcosa di molto più abbordabile, come il buffet.
Nelle poesie, cedendo spesso ma non sempre all'altalena della rima, vengono celebrati i frequentatori assidui delle inaugurazioni di mostre d'arte dove, per buona accoglienza degli ospiti e certo per evitare l'accusa di spilorceria, è consuetudine allestire una tavola imbandita.
Con sferzante livore poetico e acuta osservazione di realtà più o meno metropolitane, l'autore ci descrive le abitudini di questi vaghi intenditori d'arte, interessati piuttosto a curare l'estetica del proprio stomaco.

A tentoni
alla cieca, sgomitando s'avanza.
Impervie le vie del buffet.
La galleria è da evitare
se non sanno cucinare.

Per questo il titolo Abbuffart, sbandierando già da subito quello che in genere resta nella sfera del pettegolezzo, se non a volte della maleducazione incurante della chiacchera: "si parla male / col boccone in bocca" sigla il poeta.
Il tono non è assolutamente di peso moralismo e anzi non v'è nulla di rancoroso o giudicante nei versi di Alberto Presutti, quanto caso mai una divertita riflessione sull'abito umano e le sue multiformi passerelle.
Al fondo di questa silloge di dissacranti cerimonie dedicate agli amanti del cibo "inaugurale" forse si coniuga, tra acutezza di stornellatore e abilità di motteggio, un'amarezza nello sguardo rivolto al mondo dell'arte.
Quell'arte ingolfata da condizioni sempre più commerciali e ridotta a valutare come pregio, e unico residuo veritiero, proprio a sincerità inequivocabile della gola.
Ma, ci soccorre il poeta, "è civettuola ingordigia, vezzo comune, neanche il sospetto della maleducazione"!
Lasciamo adesso direttamente alle poesie la possibilità d'espressione.
Nel libriccino convivono su ogni pagina di versi due tipi di componimenti: un piccolo "sonetto" messo in apice, ma più prosaico nello stile, quasi fosse antefatto di cronaca alla poesia che segue, a volte a tema profondo e sociale, come questo:

Non ha più voce l'Arte
non ha quasi più compleanni e onomastici
da festeggiar
la vera Arte
e d'intorno
ecco
si stringe
indifferente e famelico
l'assedio
alle torte istoriate
senza candeline

Altre volte questo antefatto custodisce una notizia più intima, di compiacente soliloquio tra le mura di casa: per esempio il ricevimento del cartoncino d'invito all'inaugurazione di una mostra e lo scorrere rapido dello sguardo-lettore alla ricerca della dichiarazione, inconfutabile promessa all'appetito, del buffet che seguirà convenevoli di presentazione e i discorsi critici: "e subito / sull'orlo inferiore / qualcuno voracemente cerca / la formula magica "seguirà buffet". Sulla metà inferiore della pagina vi è invece una lirica più estesa, in corsivo quasi calligratico, a commento, spesso brontolato, dei vari atteggiamenti umani intorno al tavolo del rinfresco, ovvero il fatto collettivo dell'abbuffata: l'impeccabile visitatore si accaparra un tramezzino, opera d'arte al palato, pure tranquillo nel dimostrare indifferenza alle altre opere esposte, cioè quelle dell’artista.
Proprio di questo il poeta si rammarica:

Arte
sublime narcisismo
con l'assenza rilevante
di colui
che vi si specchia,
dov'è
l'appassionato e il compratore?
Or più che mai abulici pellegrini
di mostra in galleria
paion scegliere
non più sul catalogo dei pittori
ma da commensali
confrontando i menù.

Spesso l'ironia riproduce in versi la destrezza di linguaggio della critica d'arte, per mestiere attenta alle sfumature dei toni d'un dipinto, o magari la metafora vuole attribuire una certa sensibilità di giudizio ai professionisti del buffet:

Torneranno
la prossima volta,
sarà loro guida
il rosso color del gamberetto,
la tricromia della tartina,
il verde tenue
del vinello fruttato,
il giallo color dell'albicocca

Proponiamo infine il pensiero di un "parassita da inaugurazione", e ci possiamo associare nel definir così la categoria.
"Perverso" (il neretto del capolettera suggerisce la maiuscola, e dico così perchè il testo originale è tutto in stampatello), termine galleggiante sul finale, appena chiuso il monologo interiore: quel Perverso che può essere aggettivo qualificante il pensiero, nome comune di cosa nell'a-capo successivo, oppure può essere inteso, con una piccola pausa dopo la sua pronuncia, quasi firma del pensatore, attributo eletto a nome proprio come la Perpetua manzoniana.

"Che beffa stasera
per me vero artista
dello scroccar la cena,
vorrei non esser qui
dove i quadri sono
splendidi banchetti di colori
ma non c'è niente da masticar,
e neanche un rivolo di secco spumante da assaporar"
Perverso
il pensier del parassita da inaugurazione



LA NAZIONE
(6 Aprile 2000)
recensione di Donatella Mercanti

Geni o ghiottoni? "AbbuffArt": castigamatti vestito da poeta

E' arrivato un castigamatti vestito da poeta, è Alberto Presutti.
Porta un bocciolo di rosa all'occhiello e veste costumi da gentleman inglese, ma sotto l'immobile "aplomb" nasconde uno sferzante ed implacabile frustino.
Ve ne accorgerete sfogliando il suo nuovo libro di rime satiriche AbbuffArt illustrato da Giacomo Napoli e presentato da Maurizio Vanni alle Giubbe Rosse - in cui si rivolge ai panciuti o diafani consumatori dell'arte, che agli appuntamenti con essa, durante le inaugurazioni, prediligono soprattutto, la stuzzicante appendice del rinfresco.
Pantagruelici, si abbuffano di tartine ai gamberetti di torte al cioccolato, spume di salmone e bigné coreograficamente serviti sui vassoi d'argento.
Lui compunto grillo parlante, li ha osservati spietatamente.
Eleganti, ben pettinati, saranno venuti per ammirare il genio dell'artista, l'armonia dei colori, o per scroccare un raffinato menù?
Sono interessati alla metamorfosi dello spirito, ai connubi di arte classica e moderna, o alla deliziosa prospettiva di tuffarsi in glasse, pastasciutte ai funghi porcini, patè e rivoli di spumante?
Nutrire l'anima o.. lo stomaco?
Il giovane autore con un po' di "crudeltà" si è divertito immensamente a giocare sull'equivoco.


Sito del Maestro Alberto Presutti
Via Circondaria n° 59 - 50127 Firenze - P.IVA 05069050481 - Riproduzione anche parziale vietata senza esplicito consenso - visualizzazione minima 1024x768 - site map