(n° 8 - Anno VII - Settembre 2009)

Intuizione e sensibilità…
Alberto Presutti, tra poesia estemporanea e bon ton

di Luca Campostrini

Nato a Firenze, cinquantuno anni fa, appena decenne scriveva poesie personalizzate, che spillate in fascicoletti vendeva ai "committenti" per farsi la paghetta settimanale. Ragazzino molto riservato e solitario,con la passione della lettura, del cinema e soprattutto della scrittura, per evadere dalla quotidianità vagava con la fantasia e scriveva racconti e trame di film, in cui creava suoi personalissimi mondi paralleli.
Molte le trasmissioni televisive cui ha partecipato in età adulta: "Domenica In" con Carlo Conti, "Mediamente" con Carlo Massarini, la "Ruota della Fortuna" e ancora programmi con RaiSat e svariati talk-show, fino alla recentissima "Grazie dei Fiori" su Rai2.
Alberto Presutti è un poeta estemporaneo,di quelli che neanche in un minuto compongono una poesia ritagliata su misura sul richiedente piuttosto che un ritratto in versi, genere molto apprezzato dalle signore.

Che ricordi ha della propria adolescenza?
Al liceo classico Galileo venivo in parte emarginato a causa della mia sensibilità d’animo, vista come debolezza e non come qualità. Ciò mi addolorava ma servì anche a sviluppare una capacità di giudizio sugli altri che mi è servita per la mia attività professionale.

In famiglia invece questa sensibilità veniva apprezzata?
Non del tutto, essendo una famiglia di avvocati, quindi orientata al pragmatismo. Mi tolleravano con curiosa meraviglia, certi che poi avrei seguito l’attività forense. Carriera che sentivo assolutamente di non voler intraprendere. Invece, poi, un po' per pigrizia un po' per incapacità  di oppormi ai voleri della famiglia mi iscrissi a giurisprudenza, ma per tre esami non la terminai. All'università, comunque, divenni a mio modo "celebre", poiché in tanti mi chiedevano versi finalizzati, per esempio, a conquistare una ragazza.

E’ lei faceva strage di cuori con i suoi componimenti?
Paradossalmente no, un po' come l’orefice che regala un anello, ma mi serviva di riflesso, per sentirmi socialmente "ricercato" e apprezzato.

Come prese avvio la sua carriera?
Innanzitutto mi resi economicamente autosufficiente, perché la poesia non ripaga in termini pecuniari, e così mi impiegai in ambito fieristico, dove sono rimasto tanti anni. E iniziai a poetare estemporaneamente in eventi pubblici in occasione, per esempio, di vernissage, poi cominciai ad essere chiamato in tv e radio locali, dove componevo in diretta, per gli ascoltatori.

In cosa consiste una serata di poesia estemporanea?
Giro fra gli ospiti - può trattarsi di feste private, ristoranti, eventi culturali, aziendali o altro - con penna, calamaio e pergamene e compongo al'istante su richiesta.

Cosa occorre per essere un buon poeta estemporaneo?
Intuizione e sensibilità, con cui colgo aspetti delle persone che neanche sapevano di avere; e naturalmente un ricco vocabolario interiore.

Perché scelse la poesia estemporanea, anziché fare il poeta tradizionale?
Perché sentivo di avere una spiccata attitudine per quel tipo di arte, praticata, oltretutto, da pochissimi.

Ha scritto anche dei libri, vogliamo ricordarli?
Certo, il primo è del 2001, "Non scrivo più poesie, me le chiedono", poi nel 2002 "AbbuffArt", critica ad un certo tipo di eventi pseudo culturali e nel 2005 "Dell'odiato amore"

Un suo segno distintivo è l’immancabile papillon: è solo un vezzo?
Amo tutto ciò che raffinato, bello ed elegante, ecco perché ho sempre prediletto il papillon, che simboleggia al meglio la figura del poeta: due ali su cui vola la fantasia.

Visitando il suo sito, poetando.it, si nota che da alcuni anni tiene corsi su vari argomenti…
Ho creato quello de "Le parole per dirlo" che insegna come guadagnare in benessere mentale tramite l’uso della parola, e poi quelli di bon ton e galateo.

Una scelta curiosa, quest’ultima…
Sa, vedevo intorno a me tanta maleducazione… Tra lo scetticismo di tanti - perché oramai si dà per scontato che la mancanza di educazione debba prevalere - ho avuto tante soddisfazioni, con richieste da aziende e privati, da tutta Italia, di organizzare corsi. Sono diventato un pendolare del bon ton, spaziando dall’insegnare come gestire al meglio un pranzo di lavoro piuttosto che uno matrimoniale. Da qui, alla trasmissione "Grazie dei fiori" (dodici puntate trasmesse da Rai2 il mercoledì mattina fino ad agosto) il passo è stato breve, poiché gli autori erano alla ricerca di un esperto di bon ton.

Come si definirebbe?
Sono una persona molto ambiziosa, che per fare questo lavoro ha pagato un caro prezzo in termini di rinunce. Sono, inoltre, troppo impulsivo, emotivo e poco paziente. E ho la passione dei film horror!

Cosa le manca adesso?
L'amore. Per le rinunce di cui sopra, ho - almeno fino ad ora - trascurato i sentimenti.

Errori commessi?
Alcune scelte impulsive dettate dalla grande passione per il mio lavoro, oltre ad aver dato fiducia - con relativi investimenti economici - a gente che non lo meritava.

Finiamo con un sogno nel cassetto?
Diventare un personaggio televisivo nazionale.

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